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Osteria delle donzelle



Antonino Massimo Rugolo

Massimo Rugolo

Massimo Rugolo Sulle ali della tenerezza

   

Sulle ali della tenerezza

CAPITOLO II

Ogni cosa gli sembrava diversa, più intensa, particolarmente bella e costruttiva, parte di un creato che ama coloro che abitano al suo interno. Cominciò così, il suo piccolo viaggio dentro un mondo in cui pur vivendo, non aveva mai vissuto. Microcristalline, si susseguivano le dolci ed armoniose note del flauto del mondo, corroboranti ed intense levigavano la mente di coloro che le ascoltavano, quasi come sirene di mari mai solcati, al cui canto i marinai rimanevano estasiati, ma prigionieri. Quel flauto era coinvolgente, stimolante, ammaliante e sembrava attingere la sua forza da sorgenti sconosciute e di rara potenza. Si narra che il suono di quel flauto fu generato dalla terra, che ad ogni gesto di mancata carità di un fratello nei confronti di una mano piccola ed innocente, stesa a chiedere generosità, abbia taciuto la sua sofferenza per millenni, ma che poi la continua ingordigia ed avidità dei suoi figli, abbia fatto scaturire lentamente, ma con duplice dolore, quel suono. Quel
flauto scandisce dal profondo delle sue viscere quelle note melodiose ed incontaminate, in ricordo del pianto e dei sacrifici del passato. Lei, la madre terra, aveva voluto con suono melodioso ed impareggiabile rispondere con amore grande e puro ai gesti dei suoi figli poco generosi, cosicché chiunque lo ascoltasse, ne rimanesse colpito ed attratto a tal punto da indagare dentro di se, carpendo la grande differenza tra il dare e l’avere. Ora le correnti stavano tracciando nuovi tragitti, ed i colori che ne scaturivano, erano sempre più belli e diversi. Con un colpo di tramontana tutto diveniva scuro ed intorpidito, con uno di scirocco tutto si inaridiva ed i colori del fuoco prendevano il sopravvento sul restante panorama. Il blu scuro ed il rumore del tuono, così come il profondo abisso dell’uragano del nord vennero fuori in quel mentre dalla dimora di Eolo, ed il rosso fiamma e lo sconvolgente dominio della lava, così come il boato del cratere e l’occhio del deserto, si manifestarono nelle profondità del cuore dell’uomo. Cosi l’uomo conobbe gli occhi del mare, occhi particolari che parlavano di speranza e sorrisi, di amori lontani e mai incontrati, di tenerezza materna e melodie musicali. La forza di quello sguardo, lo sfiorò e ne uscì una lacrima che l’invisibile si chinò a raccogliere mentre cadeva. La straordinaria forza dettata dal tocco di quella stilla sul dito, suscitò una gioia che si diffuse in tutto il creato. Cosi é quando nasce un nuovo amore! l’universo stesso nella sua grandezza rimane offuscato dalla smisurata intensità di quel sentimento incontrastabile e potente. Sulle onde soavi di quell’intensità’, assaporò una musica mai gustata prima, che sapeva dissetare senza essere bevuta, che sapeva dialogare senza pronunciare una parola, che riusciva a penetrare nel cuore senza invadere, che faceva volare senza avere le ali. Il nuovo suono, pervase la sua mente e la leggerezza del suo essere divenne ancor più grande. Colpì le chiare stelle del creato ed andò ad installarsi nella sua mente. Poi roteando avviluppò con sinuose e morbide spire la sua volontà e lo rese parte di se stessa. Allora percepì la grandezza dell’amare col cuore, poiché se ami col cuore potrai parlare col mare, viaggiare col vento, riscaldare come il sole e carezzare come la pioggia, ma devi essere libero e naturale come loro. Il sogno della vita ed il suono della libertà, insieme al calore di un abbraccio. Perché, da ogni goccia di pioggia che cade, senti venire fuori dalla terra un nuovo aroma, una nuova vita nasce e la forza della vita riesplode!!! non lasciare mai scappare l’occasione della vita che
passa affinché un giorno non debba dire l’ho vista passare, l’ho riconosciuta ma non ho avuto il coraggio di afferrarla. Allora ogni lacrima stillata sembrerà di creta e, cadendo, si romperà in migliaia di particelle che non riuscirai neanche a raccogliere per poter almeno conservare quell’ attimo nella sua totalità. Ama!!!

 

CAPITOLO III

 

 In un attimo tutto fu più luminoso ed una immensa strada si tracciò davanti a lui. Un sentiero di cui non conosceva alcunché, una via senza confini, un lungo cammino che chiedeva solo di essere percorso. Qualsiasi strada fosse e per quanto lunga e dissestata, sentiva di doverla percorrere fino in fondo. La sua vista per un attimo si annebbiò e ricordò le parole che suo nonno aveva sempre detto: "non ti fermare all’orizzonte, cerca l’infinito, l’orizzonte e’ solo una linea di separazione fra cielo e terra, ma dietro quella linea c’e’ qualcosa di più, che molti non vedono o non vogliono vedere". Ripeté più volte quelle parole nella sua mente per cercarne il significato più profondo, ma una sola parola fluttuava nella sua mente. Separazione! Ripetendola, capì il significato profondo di quella frase, del perché non fermarsi all’orizzonte, bensì proseguire alla ricerca dell’infinito. Tutto ciò che separa non aveva un prosieguo, era finito! L’infinito invece non e’ una linea, e’ un immenso ed indefinito abbraccio che non ha linee di separazione, ed ingloba tutto senza lasciare traccia di se. Era l’invisibile, ciò che cercava!!! Quello che tutti cercano senza saperlo e che ognuno si prodiga di trovare almeno per una volta nel corso della propria esistenza, poiché in esso é racchiuso tutto, persino il sogno della nostra vita. Così immerso in quel luogo misto e fitto di strani misteri e fortissime sensazioni che si erano ormai impossessate di lui, cercò l’inviolabile. E così per magia , si mostrarono a lui dimensioni mai sondate, emozioni devastanti ed antiche come il tempo, che non avevano limite. Si alternavano ora davanti a lui, le stagioni della vita, e l’arte del cosmo, gli stravaganti moniti dell’ego nascosto e quelli degli struggenti e repentini cambiamenti della psiche. Sulle ali della tenerezzaIn tutto quel fantastico microcosmo non vi era spazio per la stasi, cancellata come da un colpo di spugna che improvviso, ma poderoso aveva spazzato via quell’orrendo nemico. Silenziose, ma squassanti, planarono su quelle tempestate acque le bianche e vellutate ali della tenerezza. Sfiorando la superficie di quel liquido, si impossessarono pian piano di ciò che più celato vi é nel cuore dell’uomo, strappando furtive e suadenti le solitarie note dell’oceano, che balbettando aprirono il suo cosmico flusso. Fu allora che battenti onde cominciarono ad edificare veri e propri edifici d’acqua che si eressero scagliando formidabili boati. Così in preda ad un devastante ed amplificato turbinio di eventi, fece il suo ingresso in scena la tempesta. Saltò ogni introduzione e dilagò su tutto il microcosmo oceanico. Raffiche di vento e poderosi frastuoni presentarono il re fulmine ed il suo vassallo tuono. sbuffi d’aria misti a scure nubi, iniziarono le loro scorribande, canalizzando in un unico tunnel il tremore della terra e l’odio, il colore dell’uragano e l’incomprensibile, il coraggio e la paura, il potere ed il dominio, il calore e la passione. La forza della natura e quella della vita erano ormai venute a diretto contatto, e come per artificio, una accanto all’altra. Così come un fiore affida senza dubbi e con fiducia la sua stirpe , dando il suo polline al vento o agli insetti, esse gettarono particelle di cristallo nelle acque multicolori, polvere magica che in un istante prese forma, plasmando un’ enorme vortice, che avvolse il tutto senza lasciare traccia e ricollegandosi all’universo in un posto dove l’orizzonte scompare nell’infinito che sorride con amore ai tuoi occhi e dove il vento, se sfiora il tuo viso, é solo per imprimere una carezza.

 

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