Ivana Brigliadori |
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Titolo: Letras de Tango
>> Autore: Ivana Brigliadori
>> Editore: Il Filo
>> ISBN: 978-88-7842-941-3
>> Pagine: 122
>> Prezzo: 12 euro
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Letras de Tango |
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L’ultimo amante
Stava arrivando la mia ora.
Volevo finirla con un bell’aspetto.
Così mi ero messa un po’ di ombretto
e un bel rossetto.
Ma ero come sospesa su una fune
in un confine.
Non si decideva ad arrivare
sta’ benedetta fine.
Così prima che il trucco mi tradisse
per dare una mano alla mia sorte
e per andare incontro alla mia morte
ho fatto un inchino al mio becchino.
Lui mi ha tirato su per il coppetto
e mi ha slacciato il reggipetto.
La mia fossa
Faceva così freddo
ed era così buio al cimitero.
Troppo piccolo quel cero!
Avevo anche un po’ fame
a dire il vero.
Avrei voluto scappare da quella fossa.
Ma poi è arrivato il mio cane
con in bocca una fetta di salame.
L’ha appoggiata sul mio seno
e si addormentato
sui miei fiori
e le mie ossa.
E così non mi sono mossa.
Mattina
Lo svegliò l’odore del caffè dalla cucina
si stropiccio gli occhi
si stiracchiò
si rigirò:
“Però
una volta mi portava il caffè nel letto”.
Si grattò la testa e il coppetto
si alzò
andò in cucina con le spalle strette.
Sulla porta si fermò.
La vide di spalle:
con una mano accarezzava il cane
e con l’altra si metteva in bocca
un pezzo di pane.
Si toccò le palle e pensò:
“Eh già!
Ora vuole più bene a lui che a me
ma verrà il giorno che...”
E inspirò.
Si rigirò e andò in salotto
si sedette guardò il soffitto
ed espirò.
Anche lei ci andò
lo vide dalla porta.
Si rigirò
tornò nel letto
e guardò il soffitto.
Il telefono squillò.
Nessuno si alzò.
Casa di riposo
In questo tanfo di morte
è sul piatto della solita minestra
come un picchio
rannicchiato attorno al suo ombelico
come un radicchio
il mio consorte.
E non la mangia finché non alzo un dito
finché non glielo dico.
Guardo la mia sorte fuori dalla finestra
e vedo il mio primo amore
con una coca cola nelle mani
accanto a una ginestra:
“Ci vediamo domani?”
Per fare prima ad abbracciarlo
mi butto dalla finestra
così come sono
scomposta
un po’ svestita
con una supposta in mano
una sottoveste
e una matita.
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